gennaio 10, 2012

Pubblicato in: Uncategorized a 4:01 pm di viaggianten23

mi fai paura, mi fai dimenticare chi sono

mi fai diventare un foglio bianco.

Credo di averti scelto così ,

perchè sei un pò di tutto e qualcosa di te mi deve piacere per forza in ogni momento.

Credo di averti scelto perchè non so decidermi.

Non sapendo come continuare la mia storia,

se proprio un amore un pò più reale dei precedenti ci deve essere,

cosa scelgo che il desino mi riservi.

Cosa sarebbe più poetico?

un amore a prima vista un amore a singhiozzi un amore in quale lingua?

adolescente, bambino, razionale o paranoico?

sto arrivando o me ne sto andando?

ho scelto te perchè sei un pò di tutto

e nemmeno tu  sai quello che vuoi.

Credi nella poesia di un destino che scegli te.

Il destino è solo un modo di leggere gli eventi.

E’ un modo di vivere facendo finta di non scegliere.

Siamo esteti della vita.

Sarebbe nuovo

lasciarsi andare

a una bellezza da non scrivere.

dicembre 2, 2011

adesso ricordo …

Pubblicato in: Uncategorized a 11:37 pm di viaggianten23

adesso ricordo cos’era..
qualcosa che mi rendeva troppo felice… era oppio
sono scappata perchè pensavo che fosse un termine di paragone troppo alto,
altro da tutto il resto
se avevo quello non avrei più vissuto
adesso
adesso combacia tutto… la parte dell’esperienza e ora la parte mistica di nuovo.
ora combacia tutto
ho riaperto a porta e ci sei anche tu
combacia tutto
senza la parte dell’esperienza non avrei potuto trovarti. e non avrei potuto trovare quella parte nuova di me
la tenerezza
la tenerezza nell’ironia e nella passione

la tenerezza nella poesia.
qualcosa che se ci pensi razionalmente sembra solo un foglio di carta con un pò d’inchiostro, una canzone, un pezzo di stoffa con i colori sopra,un personaggio di un fumetto.
ma sto riaprendo la porta e quello spiraglio che ho visto mi ha già rapita.

novembre 12, 2011

Condensa

Pubblicato in: Uncategorized a 9:51 am di viaggianten23

Che ci sia un momento stabilito per perdonare, l’ho sempre trovato assurdo. Un momento per dire “scusa”, “grazie” o “ti voglio bene” come se per 364 giorni la bocca fosse rimasta cucita.

La mattina del 25 Dicembre ogni visione ha un’aura ovattata e un suono morbido: forse è solo la condensa che si forma sulle finestre per via dei fornelli accesi.

Marta non abbraccia mai le sue figlie, perchè lei, lei è razionale, e queste dimostrazioni d’affetto sono sciocchezze.
La mattina del 25 Dicembre rimane in cucina fino a quando Silvia e Claudia non si svegliano. Lava i piatti e mette in ordine per ore, aspettando che la porta della cameretta si apra.
E quando finalmente sente quel rumore, fa finta di essere indaffarata, si avvicina e dice “Buon Natale, eh!”. Poi solleva le braccia, e cerca di stringerle intorno ai loro corpi.
Chissà da dove nascono … gli abbracci.

scrivo nuovo

Pubblicato in: Uncategorized a 9:48 am di viaggianten23

mi sembra di avere un mezzo più grande di me

la mia lingua

metto echoes

strascino le parole e i dolori.

e non m’interessa

luglio 31, 2011

La tristezza ha un che di confortevole intimità.

Pubblicato in: bourdeline, discarica emozionale, razionalmente pazzi, si finisce col rimanere fregati., Uncategorized a 6:03 pm di viaggianten23

Messo a punto che la conversazione non può essere utile ,
come tutte le conversazioni in cui almeno una persona cerca di ferire l’altra.

Messo a punto
che ora ho molto da imparare
che la mia coinquilina è in Palestina
e che tu domani finalmente te ne vai.

Realizzato che
ho di nuovo perso me stessa,
ma il bello viene ora che c’è da potare e costruire;
che mi piace sentire così tanto e non voglio rinunciarci;
che il compromesso si trova annullandosi
e la tristezza ha un che dì confortevole intimità.

Prendo il dolore fresco e lo vedo come un organo dell’anima,
se è così che si chiama.
Prendo i dolori freschi, organi generati da ferite esistenziali.
Li tocco e si fanno più acuti,
ma in questo modo è posso capire dov’è che sono situati.

Non sapevo più se e’ per te che fa male o per la delusione personale.
Credevo di star male perchè ancora una volta ero felice per qualcosa che non c’era, distrutta dai miei voli pindarici ingovernabili.
Ma ora che ho sciolto questo nodo,
il buco rimane
e fa male.

giugno 18, 2011

senza titolo

Pubblicato in: a pensare che non si perde niente a 5:16 pm di viaggianten23

Questa mattina ha l’odore di tante mattine passate.

Il portone n 84, il magi, via de serragli

e quella ragazza con cui non ho mai parlato

ma ci salutavamo con gli occhi

perchè anche lei era sempre sveglia.

Il suo cappotto celeste e blu anni ’90,

i mercatini di santo spirito

dove chiunque incontravi

anche se vi conoscevate solo di vista,

dovevi parlarci.

era una lunga colazione di parole

e scambi.

Questa mattina ha l’odore di casa:

Se mi distraggo un momento mi sembra di sentire il rumore del mare;

i passi di mamma sulle scale di legno,

i suoi occhi gonfi

e la calma che dovevamo trovare dentro di noi per sopportarci a vicenda.

Questi sono atti d’amore.

La macchina del padre di Betta diventava il pulmino personale di queste tre 15enni un pò bacate.

Sperimentare tecniche telepatiche da autostoppista

per far fermare l’auto giusta.

E ogni mattina conoscere qualcuno prima di arrivare a scuola.

E poi le mattine di festa.

Andare a comprare la colazione, col sole fresco delle 8

in cui tutto sembra una visione.

Le quintalate di miele nel thè di bea

il suo cornetto integrale.

Ricordare quello che è successo il giorno prima e ridere a valanghe.

Ti ricordi ” ganza a modo tuo”?

E le tue skretchatine che non ho mai capito perchè le chiami così e non mi è mai nemmeno venuto in mente di chiedertelo.

Questa mattina sono le passeggiate nel buio vuoto di Vantaa,

ascoltare “WHen ” di Vincent Gallo e immaginare che le impressioni

appiattite sul finestrino ne fossero il video.

Il caffè di Maura,

che secondo lei è più forte , ma in realtà è solo bruciato.

Questa mattina è le mattine senza risvegli,

quando dopo aver ballato tutta la notte si andava al bar

e ogni volta ci accollavamo qualcuno

e Cristian aveva ancora la forza di fare battute da quindicenne.

Le mattine senza notte sono anche quelle passate coi ragazzi sardi dopo il lavoro.

Bere birra fino alle nove e fermarsi a parlare con qualche barbone , punkabbestia o turista,

poi fare colazione.

Collassare sul quel magico divano di casa Ciampichetti-Monni.

Sono le mattine di oppio

che non torneranno più.

Questa  mattina se chiudo gli occhi mi viene da svenire

perchè è oggi che si decide

e sarà una lenta agonia fino alla sera.

Questa è una mattina prolungata

che da spazio ai ricordi delle mattine della mia vita.

Ormai sono le 19

e ho ancora le cipicchie agli occhi.

 

giugno 7, 2011

Criceti

Pubblicato in: cattivi pensieri a 8:21 pm di viaggianten23

ahhhh
ahhhh
il busto piegato in avanti, la testa abbassata. il dito di lui sui capelli le gambe appoggiate sul divano arancione
incrociate
ahhh ahhh
aveva detto scambiando quel dito per una falena.
“tu non puoi capire”
” è una fobia ,
non ci posso fare niente”
non vorrei sentirmi superiore , non vorrei.
ma io le fobie le conosco, e so che quando ci sono cose più importanti , se non sei capace di affrontarle e superarle, puoi comunque fare finta di non vederle, le fobie,
e andare avanti.
lasciarsi andare alle fobie è una cosa da ragazzine viziate come me.
mi hai detto che ogni tanto vado in standby, mi fisso.
Dovrei credere che non te ne accorgi? che faccio apposta, che faccio finta di non vedere?
Vorrei quell’affetto fisico che tu non sei più capace di darmi perchè sai.
e se invece di evolversi le scimmie si fossero evolute le falene?
pensi che le falene avrebbero potuto aver quella paura psichica per le scimmie?
sto andando troppo avanti in una via che non è mia, in una via che fa paura.
contro cosa dovrei combattere?
allora vado dove vanno tutti, ci provo.
E se invece di evolversi le scimmie, si fossero evoluti o criceti?
Entro in questo posto in cui la superiorità della razza è decisa dal pezzo di stoffa più piccolo o da un accenno di movimento del bacino più deciso. Criceti spelati con dei pezzi di stoffa addosso e dovrei sentirmi persino a disagio
persino.
Pensavo che capitasse a tutti.
Di fermarsi a riflettere su un qualcosa ed arrivare ad una profondità irrazionalizzata che fa paura, pensavo che capitasse a tutti.
Fino a due anni fa mi succedeva davanti allo specchio. Cercavo di percepire la mia esistenza per quello che è, e la realtà di essere una persona che è nata e che sta vivendo e tutto ciò che poteva esserci  in me dal corpo alla mente, all’esperienza. Mi spaventava a morte. Non l’idea, la percezione!
Ora quella stessa sensazione sbuca quando guardo la gente intorno a me: a volte vedo tutte queste persone che camminano nelle piazze, nei negozi alle prese con il problemone del giorno che placheranno barattando un pezzo di carta con un qualche futile oggetto: li vedo come animali. Come dei criceti enormi senza pelo e con dei pezzi di stoffa addosso.
Se per puro caso invece della scimmia si fossero evoluti i criceti?
Te l’immagini?
Facile da obiettare, “la scienza non è un caso”, direte voi, ma voi come me siete solo animali con un cervello che pretende di dare una legge ad una natura che un cervello non ce l’ha mai avuto.
La natura non ha un cervello eppure è superiore a noi.
Va dove gli pare.
E poteva far evolvere i criceti invece che le scimmie.
Quanto è inutile tutto quello che sto vivendo , tutto quello per cui sto lottando. Quant’è inutile questo porsi degli obbiettivi e sentirsi insoddisfatti un minuto dopo averli raggiunti.
E poi arrivo al nocciolo.
Non razionalmente.
Percepisco la realtà per quello che è.
E non trovo un motivo per andare avanti.
Arrivo a pensare che l’unico modo per il momento sia costringersi a non vedere, a non sapere, nella speranza che la primavera arrivi di nuovo.

maggio 22, 2011

…” la ballata dell’amore cieco”

Pubblicato in: a pensare che non si perde niente a 12:41 pm di viaggianten23

Dicono che è perfetto: è intelligente, simpatico , carino.. che vuoi di più?

No.

Non a me.

A me non piacciono quelli cos,ì è testato, e poi , come disse una volta Jacopo..” se stessi insieme con qualcuna troppo figa, starei sempre male per gelosia”.

Infatti la gelosia è arrivata prima dell’amore a trasformare quello che c’era in una momentanea freddezza.

Ma noi abbiamo bisogno di pause.

Pensavo che l’unica cosa che mi piaceva veramente di te fosse il modo in cui sorridi, nei pochi momenti in cui la ragione ti concede una pausa e riesci ad essere spontaneo.

Pensavo che mi piacesse  soprattutto l’idea della probabilità di piacere a qualcuno così perfetto.

Chiaramente nessuno è perfetto e il tempo rivela le nostre imperfezioni. E come al solito sono le imperfezioni che mi fanno innamorare per davvero.

e vedere che questo sta crescendo tra di noi, mi sembra tutto un sogno.

Parlarti di Jacopo e sentirti dire che tu hai vissuto la stessa identica situazione. Forse  questo è veramente troppo.

Perchè oltre a pensarla come me  quasi in tutte le situazioni, tu credi nelle coincidenze.

Tu credi nella stesa poesia in cui credo io e , proprio come me, ci hai costruito sopra la tua vita.

maggio 5, 2011

non imparo niente

Pubblicato in: bourdeline a 8:31 pm di viaggianten23

ero seduta al primo banco e ho sentito un’energia strana arrivare da dietro. Mi ricordo quella sensazione come se dovesse essere uno degli svincoli della mia vita.

Poi i tuoi occhi che da lontano mi hanno chiamato e se sapevo che questo sarebbe stato il risultato forse non avrei risposto.

perchè dopo soli due giorni ti guardavo dormire nel mio divano e mi sono sentita come se l’avessi deciso io, come se qualcosa che veramente desideravo stesse accadendo.

Ti ho dovuto abbracciare più volte quella sera, mrntre ti ripetevo quanto fossi felice di averti incontrato.

Sento così tanto che mi viene da piangere.

Mi hai detto che non vado mai al punto, ma forse è perchè il punto è meglio non vederlo a volte. O forse perchè il punto che m’interessa è un altro.

Mi avevano detto che fare sport ed innamorarsi avrebbero prodotto serotonina.

Ma il peso è sovrastante .

sto per implodere

marzo 29, 2011

Confusione

Pubblicato in: Uncategorized a 11:41 am di viaggianten23

se continuo a ripetermi questa parola finirò per vomitarla.

trovo me stessa a parlare di cose che non volevo dire

mi ritrovo nello stato della creazione,

la stessa sensazione di quando creo,

non sul foglio

scrivo gli eventi.

eppure quella sensazione non è del creare

credo che sia di più del partecipare

i colori ti chiamano,

ti tuffi nel flusso, la carta sa quello che devi scrivere

e tu semplicemente lo fai.

con le farfalle nel cervello.

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