novembre 12, 2011
Condensa
Che ci sia un momento stabilito per perdonare, l’ho sempre trovato assurdo. Un momento per dire “scusa”, “grazie” o “ti voglio bene” come se per 364 giorni la bocca fosse rimasta cucita.
La mattina del 25 Dicembre ogni visione ha un’aura ovattata e un suono morbido: forse è solo la condensa che si forma sulle finestre per via dei fornelli accesi.
Marta non abbraccia mai le sue figlie, perchè lei, lei è razionale, e queste dimostrazioni d’affetto sono sciocchezze.
La mattina del 25 Dicembre rimane in cucina fino a quando Silvia e Claudia non si svegliano. Lava i piatti e mette in ordine per ore, aspettando che la porta della cameretta si apra.
E quando finalmente sente quel rumore, fa finta di essere indaffarata, si avvicina e dice “Buon Natale, eh!”. Poi solleva le braccia, e cerca di stringerle intorno ai loro corpi.
Chissà da dove nascono … gli abbracci.